LEZIONE 3 

ATTIVITÀ MUSICALI E

STRATEGIE D'APPRENDIMENTO

DALLA NOTAZIONE ALL’INVENZIONE

Spartito e chitarra

Oggi vogliamo raccontarti come introduciamo la notazione musicale dal punto di vista ritmico. Ci sono un sacco di codici molto interessanti dai quali partire per affrontare questo tema. A noi piace utilizzare il codice DU. Se non lo conosci te lo spieghiamo subito. 

Il codice DU è una modalità di lettura ritmica che nasce con Edwin Gordon, fondatore della Music Learning Theory, una delle linee pedagogiche alle quali ci ispiriamo per i nostri percorsi e che spiega come funziona l’apprendimento musicale. 

Il codice DU funziona così:

In battere troviamo sempre la sillaba DU mentre in levare la sillaba DE. Quando una figura ritmica prevede delle suddivisioni, queste si trasformano in GA. Chiaramente per conoscere a fondo questo codice dovremmo fare un intero corso solo per sperimentarlo, invece qui vorremmo darti solo delle linee guida utili ad un primo approccio alla notazione musicale. Se però ti interessa molto questo aspetto e ne vorresti sapere di più, ti consigliamo qualche testo per avvicinarti al mondo della Music Learning Theory (che non è rivolta esclusivamente ai bambini piccoli come erroneamente spesso si crede, ma ha uno sguardo sulla persona e sulla sua musicalità a tutto tondo), ecco qui.

 

Ma torniamo al nostro codice. Vogliamo darti un esempio concreto di come leggiamo le note con questa nuova modalità:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se siamo alle prime armi con questo codice e ci interessa cominciare gradualmente la sua sperimentazione, oltre a questo esempio non ti serve altro.

Facciamo qualche esercizio: in questa SCHEDA trovi dei pattern ritmici, prova a leggerli utilizzando il codice che abbiamo appena imparato (troverai comunque le soluzioni nella seconda pagina, ma non sbirciare senza prima aver provato da solo, eh!). Se hai bisogno di un esempio su come leggere la scheda QUI puoi trovare una audio guida.

 

Ok, ora che abbiamo familiarizzato un pochino con questo codice creiamo una struttura nella quale inserirlo. Per noi non ha molto senso insegnare le figure musicali in modo isolato, preferiamo esporre i ragazzi ai metri (così chiamiamo i tempi musicali) già da subito, in modo che ogni figura acquisti senso all’interno di una frase musicale. Per questo utilizziamo spesso una griglia che ci permette di “incasellare” le nostre figure e iniziare a parlare di tempi musicali, permettendo agli allievi di scoprire loro stessi di che cosa si tratta attraverso l’esperienza.

Ecco un esempio:


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma questa griglia all’inizio… È solo nella nostra testa! Hai capito bene, prima di arrivare alla lettura e scrittura per noi è essenziale sperimentare la musica attraverso il corpo e il movimento. Ecco allora che proponiamo l’ascolto dei pattern ritmici (le righe che compongono la nostra griglia) con la voce, mentre con la parte inferiore del corpo scandiamo il tempo tenendo una pulsazione costante. Possiamo chiedere di imitare, ecco come.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forniamo un modello di movimento e voce che chiediamo di imitare ai nostri allievi: in questo modo inizieremo a costruire assieme un vocabolario di ascolto. È un po’ come se, all’inizio della nostra vita, ci insegnassero a leggere e scrivere senza lasciarci il tempo per apprendere ascoltando le parole. Pensaci: un bambino piccolo comincia a parlare all’incirca intorno ad un anno, ma in quell’anno le sue orecchie hanno lavorato tantissimo, ha ascoltato tutte le parole e le frasi dette attorno a lui, ad un anno comincia ad imitare e sperimentare con la sua voce e così continuerà a fare nella prima infanzia, ma è solo dai sei anni in poi che gli chiederemo di cominciare a leggere e scrivere. Perchè con la musica dovrebbe succedere il contrario???

Ecco allora perché diventa importante l’esperienza pratica con il corpo nello spazio.

 

Un’altra attività che proponiamo ai nostri allievi è una camminata libera nello spazio mentre ascoltano un nostro canto (solo ritmico o melodico); la camminata gradualmente diventa una camminata “scandita” che ci permette di segnare la pulsazione corrispondente al canto che proponiamo.

 

Dopo aver condotto più proposte attive in movimento possiamo ora tradurre quello che abbiamo ascoltato, imitato e sperimentato, in una lettura della musica. Se per diverso tempo il tuo orecchio ha ascoltato DU DU DUDE DU, una volta che l’insegnante ti mostrerà che questo pattern che già conosci si scrive così...

 

 

 

 

 

 

 

 

… Il gioco è fatto! 

Ora sicuramente dirai “facile a dirsi, ma poco a farsi”. Sicuramente ci si deve allenare alla lettura, ma il segreto chiave di questo procedimento è la sperimentazione attiva che ci permette di rendere tutto ciò che vogliamo insegnare estremamente familiare. 

Ciò che è già stato sperimentato e con il quale abbiamo familiarizzato risulterà più facile da apprendere!

 

A questo punto non dobbiamo far altro che esercitarci alla lettura della griglia assieme ai ragazzi. Possiamo chiedere loro di leggere assieme, uno alla volta, a coppie, dal basso verso l’alto… In più possiamo chiedere loro di inventare delle nuove griglie. Prova a pensare se ad un certo punto, dopo aver sperimentato a lungo la lettura, avessi la possibilità di cancellare le note all’interno della griglia; resterebbe soltanto la griglia vuota. Ed ecco che, senza pensarci troppo, chiedi ad un allievo di inventare un nuovo ritmo e poi ancora uno, poi un altro ancora. Stai ora lavorando anche sull’improvvisazione, non credi? 

E da qui si spalanca una finestra enorme sulle possibilità di azione: potresti chiedere di inventare a ciascun ragazzo una nuova griglia e di eseguirla contemporaneamente agli altri, in questo modo introdurrai la poliritmia e questo ti permetterà di aprire infinite e interessanti parentesi sulla sovrapposizione dei ritmi, chiedendo anche ai ragazzi di raccontare quanto hanno compreso dall’esperienza pratica che stanno sperimentando. 

 

Ora, riprendiamo la nostra griglia. E se il nostro desiderio fosse quello di non lavorare esclusivamente sul ritmo ma creare una canzone, utilizzare degli strumenti o ancora mettere assieme tutti questi aspetti?

Apriamo una piccola parentesi. Noi chiamiamo attività integrate tutte quelle esperienze che integrano diversi linguaggi espressivi (movimento, voce, strumenti). Crediamo siano una risorsa immensa e un’occasione imperdibile per lavorare su diversi aspetti contemporaneamente, senza dimenticare che ciascuno di noi ha un suo canale comunicativo dominante. In una classe c’è sicuramente chi si trova più a suo agio nel canto, chi si sente più libero nel movimento, ecc… A proposito di questo ti consigliamo di pensare al canale che tu stesso prediligi, dopodichè potrai fare lo stesso pensando alla tua classe. È un esercizio molto utile per avere più consapevolezza della varietà che c’è in un gruppo di persone e di quali attività potrai creare per coinvolgere tutti i tuoi allievi.

Puoi fare questo esercizio nella SCHEDA che abbiamo preparato per te

Chiudiamo questa breve parentesi e torniamo alla nostra griglia. 

Se avessi la volontà di tradurre questo ritmo in un canto avrei diverse opportunità:

  • creare un testo (che diventerà il testo della tua canzone) che segue il ritmo proposto; per farti un banale esempio DU DU DUDE DU potrebbe diventare EHI, CIAO, COME VA. In questo modo creeresti un canto solo ritmico, dove non è presente una melodia.

  • creare una melodia, facendo il percorso appena descritto (cioè costruendo un testo a partire dal ritmo) e inserendoci pure una melodia

  • creare una melodia e degli accompagnamenti, ideando una melodia e assieme dei brevi frammenti di musica che potranno servire da seconde voci

 

Ecco un nostro esempio per cominciare a ragionarci su.

  • prendiamo la griglia e creiamo un testo che segue il ritmo dato. Noi con i ragazzi abbiamo costruito il testo raccogliendo nomi e cognomi della classe, trovando quelli che rispecchiavano il ritmo della nostra griglia. Eccone un esempio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • aggiungiamo una melodia semplice, ad esempio utilizzando solo il primo, terzo e quinto grado di una scala minore (ipotizzando che, ad esempio, a lezione abbiamo parlato del modo minore e della differenza rispetto al modo maggiore). Traducendo la melodia sul pentagramma, potrebbe diventare così:

 

 

 

  • a questo punto abbiamo un testo nuovo con il ritmo imparato e una melodia. Frammentiamo la nostra griglia prendendo, ad esempio, solo il terzo pattern (terza riga orizzontale) DUDE DUDE DUDE DU. Questo diventerà il nostro accompagnamento, che potrà essere solo ritmico. Lo ripeteremo per diverse volte, diventerà un ostinato, cioè un pezzetto di musica che si ripete sempre uguale a se stesso. 

 

 

 

 

  • oppure anche melodico

 

 

 

Ricapitolando, abbiamo ora a disposizione diversi materiali:

  • una griglia con dei ritmi

  • un testo che segue il ritmo

  • una melodia basata su quel ritmo

  • un accompagnamento ritmico e poi melodico creato sul terzo pattern della nostra griglia

 

Se dovessimo creare una struttura per una performance potremmo costruire tutto assieme ai ragazzi. Come può cominciare il nostro brano? Come potrebbe concludersi? Quando si canta l’accompagnamento? Questo lavoro da fare assieme ai nostri studenti non è assolutamente banale perchè permette loro di creare assieme il materiale musicale, lavorando in gruppo e trovando le strategie migliori per realizzare il risultato finale.

 

Noi abbiamo ipotizzato una struttura che vogliamo condividere con te:

  • tutti eseguiamo il brano con il testo solo ritmicamente

  • il primo gruppo esegue il brano con il testo solo ritmicamente, mentre il secondo gruppo canta l’accompagnamento solo ritmico

  • il primo gruppo esegue il brano con la melodia, mentre il secondo gruppo canta l’accompagnamento solo ritmico

  • il primo gruppo esegue il brano con la melodia, mentre il secondo gruppo canta l’accompagnamento con la melodia

 

Ecco come sarebbe, ascolta questo AUDIO

 

Ok, ti si sta fondendo il cervello. Assolutamente normale! Ripercorri quello che hai letto finora per capire se effettivamente hai compreso il percorso proposto.

Questo è ciò che possiamo fare se vogliamo arricchire la nostra esperienza ritmica, ma non solo. Se volessimo introdurre gli strumenti? Alcune idee...

Se vogliamo lavorare sui modi musicali, possiamo utilizzare gli strumenti a barre (xilofoni, metallofoni, glockenspiel…) lavorando sull’esecuzione della melodia e dell’accompagnamento e, volendo, creando ulteriori accompagnamenti. Ascolta QUI cosa abbiamo combinato noi, ci divertiamo da matti hi hi!

 

Lo stesso potresti fare con altri strumenti, noi usiamo spesso i boomwakers. In alternativa, approfondendo l’aspetto ritmico, puoi introdurre gli strumenti ritmici a percussione.

 

L’attività che abbiamo finora proposto è sicuramente adatta per ragazzi dalla classe terza della scuola primaria alla classe terza della scuola secondaria di primo grado, chiaramente adattando le informazioni in base al vostro programma scolastico e cercando di introdurre passo dopo passo nuove nozioni ai vostri studenti, non dimenticando l’aspetto della “familiarità” dei materiali di cui parlavamo all’inizio della descrizione.

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VOCE E MOVIMENTO: I VERI STRUMENTI DELLA LEZIONE 

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Abbiamo lavorato per diversi anni al nido e alla scuola dell’infanzia… E continuiamo a lavorarci tutt’ora. 

Una delle cose che ci piace spiegare agli educatori e agli insegnanti è che la musica secondo noi dovrebbe avere un suo tempo speciale nelle giornate dei bambini. Dovrebbe essere un appuntamento imperdibile, un’occasione per gli insegnanti per educare attraverso un canale comunicativo che spesso (o sempre?) è molto più potente delle parole. 

Quando facciamo musica con qualsiasi età cerchiamo di eliminare le parole il più possibile (quelle superflue) e di dedicarci alla musica. Ma più i bimbi sono piccoli, più questa nostra strategia diventa uno strumento costante della lezione. Hai mai provato a cantare un brano ai tuoi allievi piccolissimi? Hai mai pensato al canto in sostituzione alle basi musicali del cd? Per noi sono due cose diverse. Noi usiamo entrambe: cantiamo moltissimo nei nostri corsi, ma utilizziamo anche molte basi e crediamo che, in modo diverso, siano entrambe importanti. Ma una base musicale non può competere con la voce. Per noi la voce è un canale intimo e profondo e il più autentico. Pensiamo sia lo strumento principale con il quale relazionarsi musicalmente, in particolare nella prima infanzia. 

Se hai letto la lezione dall’inizio hai anche capito che il nostro approccio è prima di tutto pratico e con i bimbi piccoli può essere altrimenti? 

Vuoi sapere quali sono i materiali delle nostre lezioni 0-6? Il corpo in movimento e la voce. Nient’altro. Beh, si, a volte anche i foulard, dei teli colorati… Ma movimento e voce sono sempre presenti e sono l’essenza del nostro “fare musica” con i piccoli. 

Ecco perché è importante che l’educatore o l’insegnante che si occupa di educazione musicale in questa fascia d’età sia consapevole del valore di questi due strumenti.

 

Il breve percorso che ti proporremo adesso è pensato per lavorare proprio sul canto e sul corpo. Assaporalo anche tu, sperimentalo in prima persona mentre lo leggi, ti aiuterà a riproporlo ai tuoi piccoli allievi, se lo vorrai. Il materiale musicale che abbiamo utilizzato per questo breve percorso è proprio la melodia che abbiamo costruito nell’attività precedente, la riportiamo di seguito, ricordi?

 

 

Chi l’ha detto che un materiale può essere utilizzato per una fascia d’ età o solo per un’attività? Ma di questo, che è un punto fondamentale per noi, te ne parleremo approfonditamente nella lezione 4. 

Ecco il percorso descritto passo dopo passo:

 

  • canto la melodia senza il testo usndo la sillaba neutra pam, mentre mi muovo libero nello spazio in modo fluido (ai miei bimbi non darò indicazioni di alcun tipo, non serve dare sempre una consegna, capiranno da soli che ti potranno seguire e imitare, se lo vorranno, oppure osservare)

  • canto la melodia mentre mi muovo libero nello spazio in modo fluido e alla fine del canto compio un’azione diversa (cado per terra, vado al muro, mi distendo, faccio un salto…)

  • canto la melodia mentre mi muovo libero nello spazio in modo fluido e alla fine del canto compio un’azione diversa; prima di ripartire con il canto propongo un piccolo frammento della mia canzone, un pezzetto piccolo piccolo, tipo QUESTO (i bambini potranno imitare oppure rimanere in silenzio)

  • ripropongo la stessa attività proponendo i piccoli frammenti di brano al gruppo intero e, in alternanza al singolo bambino, (dedicare un piccolo frammento al singolo bambino sarà come iniziare una comunicazione musicale a due, anziché con il gruppo intero. Il bambino che sentirà il piccolo pezzetto di musica tutto per sé potrà imitarlo oppure rimanere in ascolto, a noi sarà utile per individuare le risposte all’interno della classe, notando i bambini che già hanno il desiderio di rispondere e altri che invece preferiscono rimanere in ascolto. In ogni caso rispetteremo i tempi di ciascun bambino).

 

Con questa attività ho raggiunto molti micro-obiettivi:

  • ho arricchito il vocabolario d’ascolto del bambino

  • ho arricchito il vocabolario motorio del bambino

  • ho proposto un “sentire” non solo con le orecchie, ma con tutto il corpo

  • ho dato un modello di movimento muovendomi fluidamente senza scandire con il corpo il tempo del brano

  • ho lavorato sull’attenzione e concentrazione proponendo un’azione da compiere alla fine del canto

  • ho nutrito il vocabolario d’ascolto con dei pattern melodici costituiti da brevi frammenti del brano

  • ho iniziato una comunicazione che prende due direzioni, entrambe necessarie: con il gruppo intero e con il singolo.

 

Tutto questo con una sola e semplice melodia. Spesso andiamo alla ricerca di tantissimi materiali, ma la verità è che basterebbe sapere come sfruttarli al meglio in base agli obiettivi che vogliamo fissarci. 

Ti facciamo un ultimo esempio: prendiamo sempre come punto di partenza la nostra melodia. Avere una melodia a disposizione significa avere una canzone pronta da poter rielaborare all’occorrenza. Poniamo il caso che il testo che abbiamo creato per la melodia sia non adeguato al percorso che abbiamo ideato: potremmo a questo punto cambiare e creare un nuovo testo, ed ecco che la nostra stessa melodia diventa una filastrocca musicata o una canzone sulle stagioni, ad esempio. Senti QUI.

Ora tocca a te! Prova a prendere di nuovo la nostra melodia e a inventare un nuovo testo. Se vuoi scervellarti di più prova anche a modificare la melodia stessa, verranno fuori nuove versioni da sfruttare! Non è un lavoro facile, ma noi siamo qui per aiutarti! Mettiti al lavoro, ci potrai fare tutte le domande che vuoi nella prossima diretta assieme!

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FARE MUSICA CON LA BODY PERCUSSION

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Ti abbiamo raccontato qui sopra che per noi è importante educare alla musica praticamente, a partire dal fare piuttosto che dal dire. Per noi questo è il segreto per un’educazione musicale consapevole ed efficace (hai mai fatto caso al nome dell’associazione che abbiamo creato? PraticaMenteMusica - Musica con il corpo per una mente in evoluzione è un nome pensato nel minimo dettaglio che nasconde l’idea della nostra filosofia. 

Per qualsiasi nuovo argomento noi passiamo prima attraverso la pratica e poi traduciamo l’esperienza vissuta in teoria. 

Uno degli strumenti che utilizziamo spesso è la body percussion. Si tratta letteralmente di “percussione del corpo”, ovvero della possibilità di scandire il ritmo attraverso l’uso del corpo. La body percussion è stata introdotta da Keith Terry e tra i gruppi che hanno fatto la storia della body percussion ci sono loro: gli Stomp. Guarda qui che sanno fare.

La body percussion è una tecnica versatile che si adatta a diversi tipi di attività. Inoltre, non è rivolta solo ai grandi, ma è per tutti, certamente sempre pensando alla gradualità delle proposte a seconda della fascia d’età con la quale lavoriamo. 

Se volessimo provare a sperimentare questa body percussion da un materiale che già conosciamo potremmo prendere la nostra griglia del ritmo di prima. Nell’attività avevamo utilizzato il codice DU, ora si tratta di sperimentare un nuovo tipo di codice, con il corpo. Personalmente, cerchiamo di introdurre ai nostri allievi la body percussion sempre con un’attività il più possibile immediata, così:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa abbiamo fatto? Abbiamo assegnato al ritmo un movimento corrispondente di body percussion utilizzando una maglietta per indicare il suono sul petto, i pantaloni per le cosce, le mani per un clape i piedi per un battito di piedi.  Il risultato è questo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che ne dici? Con la body percussion si aprono infinite possibilità per lavorare sull’attenzione, sulla memoria, sulla concentrazione, imparando la musica in maniera divertente e attiva. Ma la body percussion è un mondo e per spiegartelo più nel profondo non potevamo che rivolgerci al nostro team di professionisti. Il webinar di Andrea Pagliaro sarà proprio sulla body percussion, mica vorrai perdertelo?

 

Ce n’è di lavoro, eh?
Come fare ora? Ti consigliamo di ripercorrere il percorso fatto assieme e di trovare le strategie che potrebbero adattarsi maggiormente alla tua classe, tenendo conto dei tuoi obiettivi didattici e dei materiali che hai a disposizione. Se alcune cose non le hai mai sperimentate oppure non le conoscevi è questo il momento per lavorarci. Alla fine di questo corso conoscerai talmente tanti materiali e strategie da diventare una macchina da guerra nella creazione dei tuoi percorsi musicali. Non abbiamo dubbi.

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CONSIGLI ILLUMINANTI 

Brillante idea lampadina

Oggi abbiamo parlato di un sacco di cose, ti lasciamo agli approfondimenti sulla Music Learning Theory con QUESTO libro che ti spiega in modo veramente semplice ed efficace i principi di questa teoria. Il libro è rivolto a insegnanti e genitori e in particolare alla prima infanzia, ma crediamo che sia assolutamente utile per tutti gli insegnanti come punto di partenza per lavorare sull’apprendimento musicale dei nostri allievi, piccoli e grandi.

 

Se hai piacere di approfondire il codice DU QUESTO LIBRO può fare al caso tuo, ma attento: è un testo che va nel profondo e racconta del lavoro nella fascia 6+, se hai intenzione di approfondire seriamente questi aspetti ti consigliamo prima di leggere QUESTO .

Se ti interessa il mondo della body percussion invece puoi guardare tutti i video degli Stomp su youtube per iniziare ad arricchire il tuo vocabolario visivo.

La collana Osi (Orff-Schulwerk Italiano) ha al suo interno dei testi dedicati a questo argomento, eccone uno del bravissimo Ciro Paduano che contiene anche un cd, lo trovi QUI.