MUSICA E EMOZIONI: IL BINOMIO IMPERFETTO

Quante volte hai sentito accostare queste due parole? Noi un’infinità di volte e a dire la verità siamo un po’ stanche di sentir dire ai bambini che la musica rappresenta determinate emozioni, che quel brano è triste e quell’altro è allegro. Insomma, non credi che debbano essere i bambini a dirci che emozioni provano ascoltando o sperimentando la musica?

Spessissimo abbiamo sentito parlare di progetti scolastici che intrecciano la musica con il tema delle emozioni e pensiamo sia veramente una grande opportunità: un lavoro incredibile che ci permette di essere delle guide che conducono i bambini alla scoperta di loro stessi con la musica, imparando che non c’è un’emozione uguale per tutti ma che ognuno può sentirsi diverso, può avere sensazioni differenti, ricordi e immagini che lo legano ad una musica piuttosto che ad un’altra.

Anche noi ne abbiamo fatti di progetti musicali che integrano la sfera delle emozioni e abbiamo sempre preferito lasciare ai bambini e ai ragazzi la libertà di esprimersi, di ascoltare e ascoltarsi a modo loro, senza dover per forza categorizzare ogni singolo stato d’animo. Questo ci è possibile anche grazie alla metodologia che utilizziamo, un “fare musica” pratico e attivo che integra diversi linguaggi espressivi. Pensiamo sia davvero importante che ogni persona si sperimenti attraverso diversi linguaggi di espressione, perché ognuno di noi ha le sue inclinazioni, la sua modalità preferita per interagire.

Noi ci siamo spinte verso nuovi pensieri: educare alla musica non significa solo conoscere la musica e impare dei materiali da poter proporre, significa entrare in contatto con l’identità musicale di ciascun allievo, una dimensione profonda della persona che è strettamente collegata alle emozioni. In questo senso, a partire dalla conoscenza della nostra identità musicale, del nostro vissuto sonoro, dei suoni che ci hanno accompagnato nella nostra vita, possiamo veramente comporre un progetto che unisce la musica e le emozioni, senza il bisogno di troppe “etichette”.

Si, abbiamo proprio detto “partire da noi”. Pensiamo sia fondamentale coltivare il nostro “sé musicale”, (ri)scoprirci musicalmente: questa è la chiave che ci permette di aiutare i nostri allievi a coltivare il loro mondo musicale.


COME COMINCIARE IN MODO SEMPLICE A COLTIVARE IL PROPRIO SÉ MUSICALE?

Uno dei primi step può essere un semplice focus sull’ascolto. Puoi prenderti un tempo da dedicare all’ascolto della musica, un ascolto attento e curioso verso ciò che sentono le tue orecchie; crea un diario di musiche che ti hanno incuriosito, che hanno riportato alla luce un ricordo o un’immagine, o che ti hanno permesso di fantasticare. Il tuo diario potrai aggiornarlo ogni volta che ascolterai una nuova musica che ti ha entusiasmato o che ti ha fatto piangere, sorridere, arrabbiare… Insomma, una musica che ti ha toccato dentro. Segna a fianco ad ogni voce del tuo diario quale sensazione suscita in te o a quale situazione la puoi associare.


Noi facciamo proprio così.


E poi...Continuerai a sorprenderti quando, per caso, farai ascoltare ai tuoi allievi una di quelle voci del tuo diario, scoprendo le mille sensazioni emerse, a volte vicine, altre volte molto distanti dalle tue.


Qui sotto puoi scaricare gratuitamente il nostro memo che ti ricorda le azioni da compiere per cominciare a coltivare il musicale che c’è in te!




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