Il corpo in movimento


Il movimento per il bambino è uno strumento fondamentale di scoperta e di conoscenza. Comprendiamo questo quando lo osserviamo in ascolto, nel suo muoversi spontaneamente, libero e fluente come se ascoltasse con tutto il corpo. Il bambino è un essere motorio già prima di venire al mondo, durante la gravidanza il bambino vive nel movimento fluttuante del grembo materno.


Associare il movimento alla musica significa dare importanza all’espressione corporea e questa tendenza appare quasi contraria al modo di fare musica che spesso si trova a scuola, soprattutto con i più grandi. La musica in questi casi si rivolge all’astrazione e non alla pratica vissuta con il gesto. I bimbi di oggi vivono per la maggior parte del tempo al banco, anche quando sono più piccolini alla scuola dell’infanzia.


Nel nostro modo di lavorare cerchiamo di dare sempre priorità al corpo, è da lì che è meglio partire.


Usare il corpo musicalmente significa impiegarlo anche nella sua “funzione ritmica”, partendo dai gesti-suono ed evolvendosi attraverso la pratica della body percussion, formando e consolidando la coordinazione motoria, in vista dello strumento. Il movimento però non è soltanto strutturato, può essere anche libero ed espressivo. In questo senso dunque la funzione ritmica e strutturata del corpo si completa con quella più espressiva dando spazio a molteplici linguaggi motori.


Le danze, ad esempio, rappresentano un fondamentale elemento nella didattica orffiana. L’apprendimento di una danza è sempre preceduto da un ascolto strutturato, soprattutto nel bambino, quando il corpo in movimento svolge un ruolo cruciale nell’apprendimento. Una cosa la impariamo meglio quando la facciamo e come ci insegna Carl Orff “la musica s’impara facendola, non astraendola” La musica si impara vivendola fisicamente ed emotivamente, praticandola insieme, così che essa contribuisca alla crescita del bambino come persona, attraverso un'esperienza concreta e creativa che coinvolga tutto ciò che alla musica può essere inerente: il gioco, il movimento, il corpo, il canto.


Perchè ostinarci a far stare i bambini seduti? A farli cantare in un coro statico con le mani dietro alla schiena?


Studiamo, studiamo e studiamo. E quando scopriremo dei perchè psicomotori e cognitivi che fanno del corpo in movimento l’elemento cruciale dell’apprendimento allora sì che potremo strutturare una didattica musicale efficace!


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