PROGRAMMARE O NON PROGRAMMARE? QUESTO È IL DILEMMA!

Aggiornato il: feb 15

DIciamolo pure, la programmazione delle attività musicali non è uno scherzo! È capitato a tutti noi insegnanti, almeno una volta, di non avere la minima idea di cosa fare a lezione e improvvisare sul momento. Non è possibile però fare questo costantemente: che percorso costruiamo per i nostri allievi? L’improvvisazione della lezione va sempre per il verso giusto?

Lo sappiamo che programmare è faticoso e richiede tempo, che spesso per chi deve insegnare più materie le altre programmazioni prendono il sopravvento rispetto alle attività musicali.

Beh, se è così sarà bene trovare delle strategie efficaci per non perdere tempo e ottenere un ottimo risultato!


ECCO CHE TI SVELIAMO LA NOSTRA PRIMA STRATEGIA

La parola d’ordine nella nostra programmazione è GRADUALITÀ. Cerchiamo di smontare un’idea in tanti piccoli passaggi, in questo modo costruiamo l’attività in classe a piccoli passi, un gradino alla volta, senza rischiare di andare troppo avanti e “perdere” qualcuno per strada o di concludere l’attività pensata nell’arco di un solo incontro. Questo non significa che ad ogni lezione proponiamo la stessa cosa, tutt’altro: ogni incontro prevede una variante, un tassello in più da aggiungere alla nostra idea. In questo modo faremo un ripasso di ciò che abbiamo costruito finora e aggiungeremo man mano un piccolo pezzetto alla nostra attività.


COME ALLENARSI ALLA GRADUALITÀ

Abbiamo creato un piccolo schema per aiutarti in questo percorso. Sarà facilissimo, vedrai: pensa ad una attività da proporre ai tuoi allievi (di qualsiasi età), dividila in brevi passaggi segnando il tuo punto di partenza e quello di arrivo, in questo modo non ti sfuggiranno gli obiettivi che vorrai ottenere!




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